Disciplina Licenza Creative Commons

by Avv. Nicola Ferrante
Visite: 1990

Il fenomeno delle licenze "Creative Commons" ha origine dal dibattito politico e giuridico che si è sviluppato intorno alla regolazione della produzione e dell'uso di opere d'ingegno. Come è successo per la tutela del software, così anche per le altre opere d'ingegno digitali, la disciplina restrittiva a cui queste opere sono soggette, ha portato alla nascita di nuove modalità di condivisione dei contenuti, di cui le licenze Creative Commons sono una risposta possibile.

La facilità di duplicazione, riproduzione e distribuzione delle opere digitali ha portato infatti il legislatore ad affrontare il problema in chiave limitativa, ispirato dall'idea che, come per il software, solo impedendo usi non autorizzati si potesse garantire un profitto adeguato all'impresa culturale e tutelare il proprietario dell'opera. Anche la disciplina sul diritto d'autore è ispirata a questi principi, laddove stabilisce una durata molto lunga per i diritti di sfruttamento economico (70 anni dalla morte dell'autore, art. 25 legge 633/41), prevede degli utilizzi liberi molto ristretti e sanziona, anche pesantemente, l'uso non autorizzato di contenuti protetti.

E' in questo contesto che si sono sviluppate le licenze Creative Commons, alla cui base c'è il fenomeno del copyleft, ovvero l'esperienza del software open source e l'utilizzo delle licenze GPL. Il modello delle licenze Creative Commons è stato sviluppato nell'ordinamento statunitense, e si tratta di un sistema di licenze semplice e flessibile che consente all'autore di specificare a quali esclusive egli intenda rinunciare.

Il ragionamento che sta alla base di questo sistema, si fonda su un principio molto semplice: non tutti gli autori intendono sottoporre le proprie opere e la regolamentazione del loro utilizzo ai rigidi schemi imposti dalla normativa sul diritto d'autore, ritenendo, invece, più opportuno e proficuo condividere direttamente con gli utenti i contenuti. In pratica, le licenze Creative Commons permettono a chi le usa, cioè al titolare dei diritti sull'opera, di fornire chiare indicazioni agli utenti su come l'opera stessa possa essere utilizzata e a quali condizioni: l'utente in questo modo può sapere in modo semplice e veloce che cosa può e non può fare con l'opera, ad esempio copiarla, modificarla, distribuirla e così via. Le licenze Creative Commons stabiliscono in modo esplicito quali sono i diritti riservati, modificando quindi la regola generale di base (disciplina del diritto d'autore) in cui tutti i diritti sono riservati.

In tutte le licenze Creative Commons l'autore autorizza tutti gli utenti a riprodurre e a distribuire l'opera per fini non-commerciali (senza scopo di lucro), e richiede che ogni copia dell'opera (e delle opere derivate tratte da essa) rechi l'indicazione del suo nome, in modo che la sua paternità sia sempre riconosciuta. L'autore, inoltre, se lo desidera può ampliare ulteriormente le libertà concesse sull'opera all'utente:

  • può offrire agli utenti l'ulteriore libertà di modificare l'opera, creando opere derivate basate su di essa;
  • può assoggettare tale libertà di modifica alla clausola "condividi allo stesso modo" (share alike) che corrisponde al copyleft del software libero (anche le opere derivate ottenute modificando l'opera soggetta a questa clausola debbono essere distribuite con la medesima licenza creative commons, conferendo le stesse libertà ai loro utilizzatori);
  • può consentire anche usi non commerciali.

Dalla combinazione di questi attributi si sono sviluppate sei tipi di licenze Creative Commons ciascuna univocamente caratterizzata dalle attività da essa consentita:

  • solo riproduzione e distribuzione, solo per fini non commerciali;
  • solo riproduzione e distribuzione, a fini commerciali e non commerciali;
  • riproduzione, distribuzione e modifica, solo per fini non commerciali, con copyleft ("condividi allo stesso modo");
  • riproduzione, distribuzione, e modifica, a fini commerciali e non commerciali, con copyleft;
  • riproduzione, distribuzione, e modifica, a fini non commerciali, senza copyleft;
  • riproduzione, distribuzione, e modifica, a fini commerciali e non commerciali, senza copyleft.

Le licenze Creative Commons non sono un modello utilizzabile in ogni occasione. Inoltre questo modello giuridico può essere inadatto per gli autori che traggono il proprio sostentamento dalla commercializzazione delle proprie opere, mentre può trovare numerose applicazioni, non solo nell'ambito della produzione paritetica, come per esempio, per i contributi scientifici, i cui autori normalmente sono interessati soprattutto alla circolazione delle proprie opere piuttosto che al modesto risultato economico che potrebbero trarre dalla loro distribuzione commerciale.

Per informazioni sulla nostra consulenza per la redazione e la gestione di contratti software e del web potete visitare questa pagina, o contattare lo studio alla mail   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , al numero 328-9687469  o tramite il modulo di contatto sottostante.

Contatta l'esperto