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La Reputazione nell'Era Digitale

by Avv. Nicola Ferrante
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In un’epoca come quella attuale, caratterizzata dalla digitalizzazione e dallo scambio fluido d’infinite informazioni via web, ci si deve chiedere quale peso assumano i tradizionali valori legati alla persona, quali risultanti morali, sociali e intellettuali che formano appunto l’individuo. Qual è l’impatto delle tecnologie dell’informazione sui concetti d’identità, di reputazione e di onore?

Ebbene, in prima analisi bisogna distinguere l’identità, che può essere intesa in due modi:

- quale complesso di dati anagrafici che servono a identificare univocamente un individuo;
- quale proiezione sociale di un soggetto, cioè l’immagine che un individuo crea di sé attraverso idee, convinzioni ed esperienze nel corso della sua vita sociale.

Per quanto attiene alla reputazione e all’onore, non ci sono definizioni univoche, ma si può dire che l’onore attiene alla considerazione che ciascun individuo ha di se stesso e del proprio valore, mentre la reputazione è la stima di cui il soggetto gode nella comunità sociale nella quale è inserito. Identità, onore e reputazione costituiscono alcune delle componenti della personalità dell’individuo.

Alcuni autorevoli studiosi hanno poi osservato come la reputazione possa distinguersi, a sua volta, in “economica” e in “personale”. La distinzione nasce dall’esigenza di osservare come una buona o cattiva reputazione lavorativa possa influenzare l’economia di un soggetto inserito nel mercato. Per reputazione economica, quindi, s’intende quella che riguarda l’attività di produzione o commercio di beni o servizi.: è la considerazione o rappresentazione che il pubblico ha della capacità del soggetto a conseguire risultati positivi soprattutto in termini di bontà dei prodotti o dei servizi di guadagno.

 

La reputazione personale, invece, è un diritto della persona che tutelerebbe l’interesse che non siano diffusi riferimenti personali negativi, seppur veritieri, attinenti alle proprie qualità.

La distinzione tra reputazione personale e quella economica è in realtà, il più delle volte, sfumata e difficile da tracciare. Si dovrebbe distinguere la lesione della reputazione economica, dalla quale può derivare un danno patrimoniale, dalla lesione di quella personale, dalla quale consegue la perdita o la riduzione di un valore fondamentale della persona umana e conseguentemente, il diritto al risarcimento del danno.

In ambito digitale, la reputazione assume delle caratteristiche giuridiche ancor più peculiari: in Rete infatti non sussiste una garanzia di affidamento sulla fonde dell’informazione e questo comporta un enorme veicolare di notizie non sempre veritiere o verificabili.

La reputazione può diventare uno strumento di autopromozione: il soggetto può inserire informazione su di sé e creare un’immagine determinata all’interno della comunità digitale. La reputazione non si fonda solo sulle altrui opinioni, ma anche sul numero di link o di visitatori di una pagina o di un sito collegate al soggetto. Il valore persuasivo delle informazioni in Rete crea la reputazione del soggetto.

Nel caso di situazioni svantaggiose o diffamatorie del soggetto, questi può affidarsi allo strumento del diritto all’oblio: cioè il diritto di non veder pubblicate alcune notizie relative a vicende, già rese note, nel caso sia trascorso un notevole lasso di tempo dal loro accadimento.

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