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Contratto Sviluppo Software IOS

by Avv. Nicola Ferrante
in News
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Il contratto di sviluppo software iOS (per prodotti come iPhone, iPad e iPod Touch) è una nuova tipologia contrattuale che si è sviluppata sul sistema operativo iOS mobile ed è molto diffusa. Al giorno d'oggi sono disponibili moltissime applicazioni (apps) iOS che vengono utilizzate dagli acquirenti del mondo Apple. Le apps per iOS possono essere sviluppate sia da software-house sia da singoli programmatori, solitamente su commissione di altre aziende.

Un contratto di sviluppo di software iOS presenta maggiori criticità rispetto ad un normale contratto di sviluppo software, alla cui specifica trattazione si rimanda, per tutta una serie di fattori che sono senz'altro da valutare nel momento di redazione del contratto in oggetto, soprattutto da parte dello sviluppatore.

Il contratto di sviluppo software iOS (per prodotti come iPhone, iPad e iPod Touch) è una nuova tipologia contrattuale che si è sviluppata sul sistema operativo iOS mobile ed è molto diffusa. Al giorno d'oggi sono disponibili moltissime applicazioni (apps) iOS che vengono utilizzate dagli acquirenti del mondo Apple. Le apps per iOS possono essere sviluppate sia da software-house sia da singoli programmatori, solitamente su commissione di altre aziende.

Un contratto di sviluppo di software iOS presenta maggiori criticità rispetto ad un normale contratto di sviluppo software, alla cui specifica trattazione si rimanda, per tutta una serie di fattori che sono senz'altro da valutare nel momento di redazione del contratto in oggetto, soprattutto da parte dello sviluppatore.

Una prima criticità è rappresentata dal maggior numero di parti coinvolte nel progetto. In questo caso, infatti, oltre al committente e allo sviluppatore, è necessario tenere in considerazione anche Apple. Le applicazioni, così sviluppate, sono poi distribuite, nella maggior parte dei casi, mediante l'Apple Store ufficiale. In questo caso quindi, ogni app deve essere approvata da Apple che utilizza standard piuttosto rigidi e richiede requisiti specifici a cui gli sviluppatori di software per piattaforma iOS devono conformarsi. E' pertanto evidente come ciascun contratto di sviluppo app per iOS presenti una serie di punti problematici collegati al ruolo giocato da Apple nella distribuzione di programmi iOS, anche se Apple rimane comunque parte terza rispetto al contratto concluso fra committente e sviluppatore.

Inoltre, la semplice approvazione e distribuzione di una app iOS non è garanzia che la stessa rimanga disponibile a tempo indeterminato sull'Apple Store, e ciò aiuta a comprendere ancora di più la necessità di prestare particolare attenzione alla redazione di questo specifico contratto, regolamentando non solo le normali clausole che regolamentano il rapporto fra il committente e lo sviluppatore, ma anche quelle ulteriori specificità che vengono ad impattare sul rapporto contrattuale.

Sul punto, si può citare un fatto accaduto recentemente ad una nota software house che ha deciso di non distribuire l'applicazione che aveva sviluppato per il mondo Apple, ma di rilasciare solo una versione utilizzabile da Android. Nello specifico, la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha lanciato una nuova app per consultare i propri contenuti e permettere ai suoi lettori e sostenitori di schierarsi più facilmente sul fronte dell'attivismo digitale attraverso i propri smartphone: si tratta di una app che fa da amplificatore per le iniziative della fondazione impegnata nella difesa dei diritti online, e attraverso un sistema di notifiche informa gli utenti delle ultime notizie su tali argomenti offrendo ai "netizen" (cittadini digitali) la possibilità di far sentire la propria voce o esprimersi riguardo alle iniziative dell'organizzazione.

Tuttavia EFF non ha potuto far esordire la versione per iOS dell'applicazione perché non ha voluto accettare la licenza d'uso imposta da Apple agli sviluppatori terzi, in particolare la richiesta di adottare un sistema di Digital Rights Management dei materiali in essa contenuti, che di fatto li rende di sua proprietà. Oltre a ciò EFF ha contestato ad Apple una serie di cose che ricadevano negativamente sullo sviluppo dell'app. Precisamente, Apple obbliga gli sviluppatori terzi a non parlare delle licenze d'uso, proibisce il reverse engineering anche nei casi espressamente consentiti dalla disciplina del fair use consolidatasi negli Stati Uniti (per esempio a fini di interoperabilità), obbliga a distribuire i prodotti sviluppati tramite SDK solo su App Store, proibisce il jailbreak (procedura che permette di installare su un device Apple meccanismi di distribuzione di applicazioni e pacchetti alternativi a quello ufficiale dell'Apple Store) e infine, si riserva il diritto di revisione finale sul prodotto e la possibilità di revocarne insindacabilmente la licenza in qualsiasi momento.

Altro fattore da considerare attentamente nella fase di negoziazione e redazione del contratto di sviluppo apps per iOS, riguarda l'aggiornamento che solitamente segue parametri specifici Apple, e può atteggiarsi in maniera diversa rispetto ai canonici e tradizionali update dei sistemi operativi mobili, anche in virtù della problematica conseguente alla retro-compatibilità verso dispositivi non più supportati. Ulteriori criticità, poi, possono essere relative allo specifico programma per iOS che viene sviluppato.

Infine, in caso di progetti congiunti fra più soggetti (ad esempio, un soggetto detta le specifiche, un altro realizza la parte grafica e un altro ancora la programmazione) sarà necessario regolamentare al meglio i rapporti fra le parti in tema di proprietà intellettuale, soprattutto qualora l'app venga venduta tramite l'Apple Store e dunque si debba suddividere i profitti che ne derivano, siano essi derivanti dalla vendita diretta dell'app stessa oppure dai ben noti acquisti in-app o, ancora, dalla pubblicità contenuta nell'applicazione.

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